Edizioni passate

3-5 dicembre 2018 - SISSA – Trieste

Neuretica delle dipendenze
Cervelli, persone, valori e responsabilità: dalla ricerca alla clinica

IV Edizione

 Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati – SISSA – Trieste
Laboratorio Interdisciplinare per le Scienze naturali e umanistiche – Settore Neuroetica

Osservatorio sulle tossicodipendenze della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Azienda per l’Assistenza Sanitaria n. 2 “Bassa Friulana-Isontina”

Università di Roma Tre
Dipartimento di Filosofia, comunicazione e spettacolo

 

In collaborazione con
Società Italiana Tossicodipendenze
Società Italiana di Neuroetica e Filosofia delle Neuroscienze
Società Italiana di Storia, Filosofia e Studi sociali della Biologia e della Medicina

Crediti ECM: 19 (tutte le specialità di medicina; Infermiere; Psicologo - Psicologia; Psicologo - Psicoterapia; Biologo; Assistente sanitario; Educatore professionale)

 L’affermazione delle neuroscienze sta diffondendo l’idea del primato del cervello e delle ricerche sul sistema nervoso per la comprensione della natura dell’uomo, dei suoi comportamenti normali o patologici, degli ambiti di autonomia e libertà, quindi di responsabilità dentro cui può muoversi un individuo nella sua normale vita di relazione, quando eventualmente si ammala e nel momento in cui accede al sistema di cura. Questa prospettiva è ulteriormente sostenuta dagli sviluppi delle neurotecnologie e della neurofarmacologia, che stanno proponendo strumenti di indagine sul cervello e di modulazione dei suoi stati sempre più potenti e potenzialmente efficaci in clinica e nella prevenzione dei disturbi del comportamento.

A dispetto degli straordinari avanzamenti delle neuroscienze, l’idea del primato delle scienze del cervello nella spiegazione del comportamento umano e nella ricerca e nel trattamento dei disturbi comportamentali presenta diverse e importanti questioni aperte, epistemologiche, etiche e per la pratica clinica. Ne indichiamo alcune che ci sembrano urgenti, soprattutto per il loro impatto sulla crescente morbilità psichiatrica e il suo sistema di prevenzione e cura:

  • In che modo e sino a che punto le funzioni del cervello possono spiegare i nostri comportamenti normali o patologici?
  • Quali sono le implicazioni delle evidenze neuroscientifiche sul senso che a livello pubblico e soggettivo diamo al nostro sé, alla nostra autonomia e responsabilità?
  • In che modo le spiegazioni neurobiologiche stanno modificando il concetto di malattia mentale, le credenze sulla natura e le cause dei disturbi del comportamento e come ciò sta modificando la pratica clinica, l’agire degli operatori, ma anche il modo in cui la comunicazione pubblica parla di queste condizioni?
  • In che modo le spiegazioni neurobiologiche influenzano gli individui con un disturbo del comportamento, la comprensione della loro condizione, la responsabilità che hanno nel determinarla e le loro capacità di sostenere la riabilitazione, e il percorso di guarigione?
  • Verso quale idee di cura, quali nuovi esiti ideali del trattamento, ovvero anche di guarigione o di cronicità controllata e funzionale dei disturbi del comportamento ci stanno portando le teorie e le acquisizioni neuroscientifiche?
  • In che modo la società, il sistema della giustizia e i decisori politici devono rapportarsi con gli individui affetti da un disturbo del comportamento?
  • Quali sono le nuove esigenze, i rischi, le responsabilità dei mass-media nella comunicazione delle neuroscienze e delle loro implicazioni per la comprensione del comportamento normale e patologico?

La quarta edizione della Scuola di Neuroetica della SISSA cerca di rispondere a questi interrogativi usando il caso delle dipendenze. Tra i vari disturbi del sistema nervoso che stanno oggi sollecitando la ricerca di base, la clinica e la riflessione epistemologica, etica e giuridica, le dipendenze costituiscono senza dubbio uno dei casi di studio più interessanti, per diverse ragioni. La prima ragione è che le dipendenze rappresentano il disturbo del comportamento per il quale è disponibile la maggiore quantità di dati sperimentali, dalla ricerca molecolare, genetica e neurofarmacologica sui modelli animali sino agli studi di neuroimmagine sull’uomo o alle nuove indagini di neuroscienze cognitive e sociali. La seconda ragione sta nel fatto che gli schemi comportamentali delle dipendenze, le loro dimensioni cognitive ed emotive, la tipica tensione tra desiderio e ragione, compulsione e scelta autonoma, autocontrollo, volontà libera e automatismo, ricerca della ricompensa immediata e investimento sul futuro sembrano rappresentare un esempio estremo e paradigmatico dei tratti, delle forze e delle contraddizioni che caratterizzano l’agire umano in generale. Allo stesso tempo le dipendenze costituiscono una potente lente di ingrandimento con cui guardare più chiaramente al modo in cui i significati, i valori, le decisioni e le azioni riguardo agenti e comportamenti associati al piacere e alla gratificazione possono condurre a esiti patologici, alla compromissione di funzioni mentali o somatiche. La riflessione neuroetica sulle dipendenze in quest’ultimo senso può aiutarci a comprendere e gestire più efficacemente l’attuale esponenziale diffusione delle occasioni e delle tecnologie che sollecitano il desiderio e il piacere dal punto di vista etico, giuridico, sanitario e della comunicazione.

Comitato scientifico e docenti
Stefano Canali (Sissa), coordinatore
Giovanni Addolorato (Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma), Cristina Amoretti (Università di Genova), Roberta Balestra (Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Trieste), Cristiano Chiamulera (Università di Verona), Mauro Cibin (Servizi per le Dipendenze, ULSS3 "Serenissima" Venezia), Augusto Consoli (Dipartimento Dipendenze, ASL Torino2), Mario De Caro (Università di Roma Tre), Gaetano Di Chiara (Università di Cagliari), Michele Di Francesco (Istituto Universitario di Studi Superiori di Pavia), Paolo Jarre (Dipartimento Patologia delle dipendenze, ASL Torino3), Andrea Lavazza (Centro Universitario Internazionale, Arezzo), Massimo Marraffa (Università di Roma Tre), Alessandro Pagnini (Università di Firenze), Pier Paolo Pani (ASSL Lanusei), Alessandro Vegliach (Struttura Complessa Dipendenze, AAS2 "Bassa Friulana-Isontina"), Francesca Vignola (Osservatorio sulle tossicodipendenze della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), Valeria Zavan (Dipartimento per le Dipendenze patologiche, ASL Alessandria).